La riflessologia plantare è una tecnica antichissima (si vede praticarla addirittura sulle antiche immagini egizie) e complessa.

Esistono differenti tipologie di riflessologia, benchè la più nota qui da noi sia quella basata sulla stimolazione di punti seguendo alcune mappe. Purtoppo però non si trova mai una mappa totalmente uguale ad un’altra, per cui ogni operatore si dovrà basare sulla propria sensibilità ed esperienza.

Meno nota al pubblico, ma ugualmente valida, è la terapia zonale del dottor Fitzgerald, che si basa sulla suddivisione del corpo e del piede in dieci zone che si influenzano energeticamnete. Considerate che spesso applichiamo incosapevolmente questo tipo di riflessologia quando stringiamo i pugni o i denti per alleviare un dolore in un’altra parte del corpo.

Vi sono inoltre le tecniche orientali che si basano sui cinque movimenti energetici (Terra, Metallo, Acqua, Legno, Fuoco) e sui meridiani dello Shiatsu Masunaga.

Esiste poi la possibilità di studiare la propria costituzione energetica attraverso lo studio della forma del piede. Questo studio ci aiuta a capire se il nostro talento risiede nella tenacia, nella passione, nel pensiero o nell’empatia, oppure in una combinazione di più elementi.

E ancora, le linee, il colore, la temperatura di ogni punto del piede ci danno molte informazioni. Ad esempio, in pochi sanno che calli e in generale l’ispessimento della pelle del piede, segnala la presenza di blocchi energetici ed emotivi che con un certo tipo di reflessologia plantare (e tempo e pazienza) si possono sciogliere.

Io personalmente, utilizzo queste nozioni di base per applicare la mia personale sensibilità radioestesica nella ricerca dei punti che hanno più bisogno di trattamento.

Ci tengo infine a precisare che, sebbene ogni singolo trattamento sia un’occasione di benessere, per ottenere risultati profondi e a lungo termine sono solitamente necessari più trattamenti.

La riflessologia plantare, come ogni percorso olistico, è un viaggio alla ricerca di sè, all’aumento della consapevolezza e al superamento di blocchi che ci fanno ristagnare e non ci permettono di evolvere.

One thought on “Il dono della riflessologia plantare

  1. Quando un operatore ha fiducia nel proprio sentire e si affida ad esso ,e non solo ad una mappa teorica, allora avviene qualcosa di speciale.
    Ci si sente presi in carico completamente e si ha la bellissima sensazione che l’operatore vada proprio nei punti che più ne hanno bisogno .
    Con Milena è proprio avvenuto questo.
    Non avrei potuto aggiungere altro.
    Grande sensibilità,unita a tanta conoscenza e professionalità.

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