L’ON ZON SU è l’arte di massaggiare il piede di tradizione taoista. Ha un’origine antichissima e si basa sui principi dell’equilibrio del Tao, dell’armonia fra Yin e Yang.

A differenza della riflessologia plantare normalmente praticata e conosciuta in Occidente, non tratta direttamente gli organi riflessi sul piede, ma lavora a livello energetico per armonizzare l’energia vitale (il Qi) e ripristinare l’equilibrio fra la propria parte femminile e maschile.

Il concetto di Qi (pronunciato ‘Ci’) è la base di tutta la tradizione energetica cinese, oltre che del concetto spirituale che sottende alla concezione dell’esistenza dell’intero universo.
Solitamente questo concetto è tradotto in occidente con il termine ‘energia’, anche se sarebbe più corretta la traduzione ‘soffio’.

In sostanza però rimangono tutte traduzioni riduttive poiché secondo il pensiero cinese il Qi è la grande forza che permette la vita, è la vibrazione dell’Universo, è l’Universo stesso nel suo manifestarsi. Qi è la forza vitale non ancora differenziata, un potenziale di esistenza.


Tale potenziale non espresso viene chiamato Tao, che letteralmente significa ‘la Via’, la matrice dell’Universo, e rappresenta ‘il Tutto’ ancora indifferenziato, il “caos originario”, la “Femmina misteriosa e feconda” che porterà la vita alle esistenze individuali.


Sempre secondo la cosmogonia taoista, da questa essenza oscura emerge poi il WuJi, l’energia allo stato puro, non ancora manifestata, senza spazio e senza tempo. Wu significa assenza, Ji significa polarità. WuJi significa dunque assenza di polarità, assenza di differenziazione.

Quando l’energia allo stato WuJi inizia a muoversi, appare la polarizzazione primordiale, Yin e Yang. L’interazione tra le due forze primordiali opposte è l’espressione essenziale del WuJi, e i filosofi chiamarono questa interazione TaiJi, la suprema polarità. Il TaiJi è la differenziazione potenziale ma non ancora in atto. È ancora unità poiché contiene in sé entrambe le polarità dell’esistenza.

Tutta la molteplicità dei fenomeni, tutto l’Universo, visibile o invisibile, è il risultato dell’interazione tra Yin e Yang. In effetti, sebbene la differenziazione porti a una contrapposizione tra le diverse forze, c’è sempre una complementarietà di fondo che ci ricorda l’unità primordiale dalla quale tutto è stato generato.

Entrambi gli ideogrammi di Yin e Yang sono composti da due parti, una delle quali è comune per ognuno: una collina.
La seconda parte è invece distinta tra i due, lo Yin riporta a fianco della collina delle nuvole, mentre nello Yang sono presenti il sole e il vento.
Lo Yin dunque rappresenta il versante in ombra dell’esistenza, mentre lo Yang il versante illuminato.
Yin sarà di conseguenza l’aspetto energetico inerente al mistero, alla profondità, all’oscurità, al femminile, all’intuizione, all’introspezione, alla luna, all’acqua, al freddo, al potenziale energetico della vita, alla madre terra.
Yang sarà invece la manifestazione della vita, l’attività, la luce, il sole, il fuoco, il calore, il maschile, la leggerezza, la razionalità, il cielo.

Ma anche in questo caso, come quando si parla di Qi, non bisogna cedere alla tentazione di categorizzare con rigidità e schemi fissi, poiché i concetti di Yin e Yang hanno senso solo se rapportati fra loro e tale rapporto cambia di continuo in base al punto di vista dell’osservatore del fenomeno analizzato.
Ad esempio, ritornando agli ideogrammi di Yin e Yang, lo stesso versante della collina che è illuminato dal sole la mattina, sarà in ombra il pomeriggio.
E ancora, sebbene l’uomo sia mediamente Yang rispetto alla donna, nell’uomo stesso è sempre presente un aspetto Yin, questo perché la vita può quindi esprimersi, manifestarsi solo in presenza di questa dualità.

In sostanza, Yin e Yang non sono due aspetti separati dell’Universo, ma solo punti di vista differenti di uno stesso fenomeno.

L’ON ZON SU lavora in particolare riarmonizzando i cinque movimenti. I cinque movimenti descrivono di fatto il ciclo Yin-Yang come composto da diverse fasi: il Legno, il Fuoco, il Metallo, l’Acqua, la Terra. Il Legno rappresenta il Giovane Yang (la forza esplosiva che va in ogni direzione), il Fuoco è il Vecchio Yang (il culmine massimo della luce che va verso l’alto), il Metallo corrisponde al Giovane Yin (il momento del raccoglimento), l’Acqua è il Vecchio Yin (il riposo, quando l’energia va verso il basso), la Terra invece è l’elemento centrale che simboleggia la stabilità, l’equilibrio. I cinque elementi sono archetipi, richiamano cioè ad un’essenza sostanziale, a un modello energetico che si ripete costantemente nell’Universo, sono i fattori, la geometria, che l’Universo utilizza per creare e modificare la realtà che viviamo, e come tale l’appartenenza a un certo tipo di movimento riguarda tutti gli aspetti della vita, per cui anche emozioni, colori, sapori, condizioni climatiche, odori, suoni, numeri, e così via.

«Qualcosa di misterioso e di perfetto esisteva prima della nascita del cielo e della terra. Silente, incommensurabile, solitario, immutabile, in continuo movimento, è la madre dell’universo noto e di quello ignoto. Non conosco il suo nome, quindi lo chiamo Tao. Se dovessi descriverlo, potrei solo dire: è grande. Ciò che è grande continua. Ciò che continua va lontano. Ciò che va lontano ritorna. Dunque il Tao è grande, il cielo è grande, la terra è grande, chi segue il Tao è grande. Ecco le quattro cose grandi dell’universo. Chi segue il Tao segue la terra. La terra segue il cielo. Il cielo segue il Tao. Il Tao segue la propria natura.»
Lao Tsu. Tao Te’ Ching.

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